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  • All’A.R.S. il potere legislativo è nelle mani di dilettanti allo sbaraglio

    Pubblicato il ottobre 20th, 2015 Max Nessun commento

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    di Massimo Greco

    A differenza della legge siciliana sui liberi Consorzi comunali sulla quale l’impugnativa del Consiglio dei Ministri è stata decisamente soft, gli uffici del Dipartimento Affari regionali e Autonomie locali non si sono risparmiati nel formulare l’impugnativa avverso la legge sulla gestione delle risorse idriche, meglio conosciuta come legge sull’acqua pubblica. L’impugnativa ha totalmente demolito il testo della l.r. n. 19/2015 censurando di tutto e di più, anche a costo di esagerare in alcune parti.

    Dopo un’ampia disamina sulle norme che regolano il servizio idrico integrato ed i rapporti tra Stato e Regione Siciliana in questa materia, l’impugnativa si sviluppa in cinque gruppi di censure d’incostituzionalità; a) la questione della rilevanza economica del servizio idrico integrato, b) le modalità di affidamento del servizio, c) la frammentazione degli ambiti territoriali ottimali, d) il sistema di tariffazione regionale, e) la proprietà delle reti.

    Senza entrare nel merito delle specifiche questioni, per le quali si rimanda ad una lettura integrale dell’impugnativa pubblicata sul sito web del Dipartimento Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed a quanto da noi già pronosticato attraverso mirate osservazioni pubblicate sulla rubrica Agorà del nostro quotidiano, ci preme evidenziare la qualità legislativa prodotta da questa Assemblea Regionale Siciliana. Continuiamo infatti a chiederci come sia possibile approvare leggi la cui insostenibilità costituzionale è manifesta e nota non solo agli addetti ai lavori. Al netto del Governatore Crocetta che sembra vivere in un mondo tutto suo, la responsabilità politica e istituzionale di un siffatto fallimento nell’esercizio del nobile potere legislativo ricade certamente sul Parlamento siciliano e, di conseguenza, sui 90 rappresentanti del popolo siciliano chiamati ad esprimere una performance legislativa seconda solo ad alcuni Paesi dell’entroterra africano.

    Ci chiediamo se sia giusto, e moralmente sostenibile, mantenere in carica parlamentari di siffatta elevatura ed autorevolezza, alieni anche rispetto alle più elementari nozioni di diritto pubblico, incapaci di discernere tra competenze statali e competenze regionali ed ignavi nella misura in cui non riescono neanche a premunirsi di consulenti per evitare di collezionare figuracce. Di contro, si registra un dinamismo diffuso tra i medesimi parlamentari nell’esercizio di pratiche clientelari e nella coltivazione di reti politiche e sociali finalizzate alla sola ricerca del consenso elettorale.

    Ci sorgono spontanee due domande: se la funzione prevalente del parlamentare è quella di esercitare al meglio la funzione legislativa attraverso la dialettica politica maturata nelle sedi assembleari per arricchire l’ordinamento siciliano, come potranno i parlamentari di questa ARS ri-presentarsi ai siciliani? Potranno i siciliani continuare ad accettare un impegno politico improprio ed atipico dei propri rappresentanti, basato solo sull’azione clientelare di basso profilo, senza pretendere qualità, sobrietà, competenza e professionalità?

    “Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte” (Ottone Von Bismarck)

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