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  • Al Comune di Enna nessuno parla della TARSU 2011

    Pubblicato il giugno 16th, 2011 Max 1 commento

    di Massimo Greco
    Il Consiglio comunale di Enna è tenuto ad approvare le aliquote relative alla TARSU per l’anno 2011 entro e non oltre il termine ultimo per l’approvazione del bilancio di previsione, che per l’anno corrente è fissato al 30 giugno. In caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, le tariffe e le aliquote della TARSU si intendono automaticamente prorogate di anno in anno. Tale adempimento è connesso allo strumento di programmazione finanziaria, ma non risente della medesima articolazione dei tempi prescritti dal Regolamento di contabilità nè della stessa metodologia contabile. Il bilancio di previsione è elaborato in termini esclusivamente finanziari, mentre la delibera di articolazione tariffaria della TARSU deve indicare i dati relativi ai costi del servizio in base alla loro classificazione economica.

    Ciò significa che i Consiglieri ben potrebbero approvare una specifica delibera di approvazione della TARSU prima della trattazione del bilancio di previsione, che, ovviamente, non potrà non tenere conto di quanto eventualmente deliberato in ordine a siffatta imposizione tributaria.

    Nel caso in cui il Consiglio comunale, peraltro formalmente investito dalla Giunta comunale nei giorni scorsi, volesse mantenere invariate le aliquote della TARSU determinate dal medesimo organo con le recenti ratifiche operate per gli anni 2009 e 2010, dovrebbe semplicemente sorvolare sulla questione, magari trattandola solo incidentalmente in sede di discussione del bilancio di previsione, atteso che la relazione tecnica di accompagnamento al bilancio di previsione contiene indicazioni soltanto sulle uscite e non anche sui costi. E poiché le eventuali, quanto opportune, censure che dovessero essere sollevate dai Consiglieri di minoranza (a prescindere dalla loro fondatezza) rientrano nella normale dialettica democratica in cui la maggioranza prevale sulla minoranza, è verosimile aspettarsi una conferma degli attuali importi a titolo di TARSU per l’anno 2011. 


    Per quanto riguarda invece i rapporti col cittadino contribuente, la questione mantiene una peculiarità tutta giuridica, nel contesto di un contenzioso tutt’altro che assopito. Tanti sono infatti i lati oscuri di una manovra impositiva che in questi anni si è sostanzialmente caratterizzata per improvvisazione, ignorantia legis e maladministration. Infatti, ammesso che sia andata a segno l’iniziativa di sanare il vizio di competenza dell’organo deliberante le tariffe per gli anni 2009 e 2010, rimangono intatti tanti altri vizi di legittimità che, inevitabilmente, porteranno a spostare di anno in anno fino al 2003 il riferimento all’ultima tassa legittimamente approvata.

    E poiché l’eventuale caducazione della imposizione tributaria relativa ad un anno non libera il contribuente dal pagare il tributo, che rimane obbligato comunque a pagare quanto meno nell’ammontare del precedente tributo legittimamente emesso, l’importo a cui fare riferimento non potrà che essere quello del 2003. Ovviamente, dalla sua, il contribuente dovrà produrre sia in sede di contraddittorio presso l’Ufficio TARSU del Comune che, eventualmente, in sede di contenzioso presso la Commissione Tributaria Provinciale, le sentenze emesse dal Giudice tributario di annullamento delle imposizioni tributarie dal 2004 al 2010, partendo dal presupposto, fatto proprio dall’Agenzia delle Entrate proprio in questi giorni, che lo Stato non ha interesse a perseguitare il contribuente ma a coltivare un rapporto di reciproco riconoscimento dei ruoli fondato sul principio di legalità.


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