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  • AcquaEnna, venerdì possibili disservizi per lo sciopero nazionale. Ma il 29 marzo c’è un confronto azienda-sindacati locale. Stipendi arretrati e partite pregresse offuscano le prospettive.

    Pubblicato il marzo 15th, 2017 Max Nessun commento

    AcquaEnna avverte gli utenti della provincia che venerdì 17 potrebbero rilevarsi dei disagi rispetto l’erogazione del servizio idrico. Ciò a causa dell’indizione dello sciopero nazionale di categoria proclamato da parte di Cgil, Cisl e Uil.

    Le organizzazioni sindacali reclamano il rinnovo del contratto di lavoro bloccato da ben 14 mesi. “Per tale ragione – scrive fra l’altro in una nota il direttore generale Michele Zappalà – potrebbero manifestarsi dei disagi”. In ogni caso verrà “garantito il servizio di reperibilità ed emergenza”. La nota è stata inviata ai venti sindaci, al prefetto e all’Ato idrico. Quindi, con ogni probabilità, servizio fermo per una vertenza nazionale. E’ vero ma non è tutto poiché dentro AcquaEnna i dipendenti vivono momenti di difficoltà che fanno il paio con quelli dell’azienda. I lavoratori sono in arretrato di due mensilità e della tredicesima e questo arrancare, giorno per giorno, della società preoccupa e molto. Tanto è vero che un incontro sindacati-azienda è stato già calendarizzato per mercoledì 29 marzo. In tale occasione verrà fatto il punto sull’attuale situazione economica di AcquaEnna e sulle prospettive future anche in previsione della sospensione delle partite pregresse richieste a gran voce dalla maggioranza dei sindaci dell’ennese. Senza questi soldi, fino ad oggi a carico dell’utenza, si parla di circa 22 milioni di euro, ben difficilmente la società potrà continuare a lavorare con serenità e quindi i lavoratori temono nell’immediato la normale erogazione degli stipendi e per il futuro il mantenimento dei livelli occupazionali. È un pasticcio imputabile al bando di concorso per l’assegnazione dell’appalto per il servizio in provincia. Allora vennero inseriti dati evidentemente sbagliati. Era prevista una fatturazione doppia di quella reale e perdite negli acquedotti inferiori a quelli registrati. Dopo qualche anno AcquaEnna si è resa conto di aver formulato un organico sovradimensionato secondo i dati indicati nel bando con spese maggiori di quelle previste per via delle perdite negli acquedotti. Il tutto sommato ad un introito che rasentava la metà di quello previsto. L’azienda ha quindi attivato le partite pregresse per recuperare il perduto ma sulle stesse la normativa nazionale non è per nulla univoca e quindi c’è il rischio del blocco dei pagamenti. Una eventualità che impensierisce e non poco gli amministratori. Dal canto loro i lavoratori si ritengono di serie B poiché, considerato il grande contenzioso con l’utenza non sentono solidarietà diffusa rispetto le problematiche che vivono sulla loro pelle ogni giorno.

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