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  • AcquaEnna e partite pregresse, la sfida con i sindaci e associazioni utenti continua

    Pubblicato il Marzo 30th, 2017 Max Nessun commento

    Continua la battaglia sulla gestione del servizio idrico integrato con AcquaEnna che deve tenere testa alla delibera dell’assemblea dei sindaci, adottata a maggioranza, sulla sospensione delle partite pregresse.

    Non solo ma le associazioni dei consumatori pressano in tal senso forti dalle continue sentenze dei giudici di pace che continuano a dar torto all’azienda. Quest’ultima dal canto suo non può far a meno di questa entrata che complessivamente va a sommare nell’arco del lungo periodo oltre 20 milioni di euro. Senza potrebbe succedere la catastrofe. Preoccupatissimi in tal senso sindacati e personale che registrano continuamente pagamenti degli stipendi col contagocce e in ritardo. Una situazione estremamente pesante che non vede grossi spiragli all’orizzonte. Recentemente all’Ati di Enna, che sta sostituendo l’Ato idrico n. 5, è arrivata la risposta, prot. 13831 del 27 marzo, del Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti rispetto il quesito posto sulle partite pregresse. Nella nota viene affermato con decisione che il passaggio fra i due organismi avviene “a titolo universale”. Quindi “il passaggio della convenzione di gestione” si ha per “tutti i rapporti giuridici attivi e passivi connessi, dall’Ato all’Ati”. Il Dipartimento quindi sollecita “l’improcrastinabile definizione della fase di transizione al nuovo assetto organizzativo del SII con la comunicazione delle determinazioni consequenziali”. Una risposta che definisce il percorso e non toglie nulla a quanto deciso in precedenza nemmeno le partite pregresse. Ma la domanda di fondo permane, è legittima l’applicazione in bolletta di tali partite? E’ legittimo che un utente debba pagare anche l’acqua che non consuma? Il rischio d’impresa dov’è finito? E ancora, se giustamente, come pare, AcquaEnna lamenta un bando assolutamente erroneo, tale sbaglio non può essere caricato sugli utenti ma a carico di chi ha causato un errore tanto grande. Infine va sottolineato che l’azienda ha già presentato ricorso al Tar contro la decisione dei sindaci di sospendere per 6 mesi le partite pregresse nella ordinaria bollettazione. Per tirare le somme il Dipartimento regionale afferma che ogni decisione va assunta dopo il definitivo passaggio fra Ato e Ati e quindi la delibera dei sindaci è in bilico. Insomma chi rimarrà gabbato sarà sempre l’utente.

     

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