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  • A Meda si riflette sul fallimento di una S.p.A. pubblica

    Pubblicato il ottobre 28th, 2008 Max Nessun commento


    Creative Commons License photo credit: accurimbono

    di Massimo Greco
    Il Comune di Meda in provincia di Milano è già incappato su una situazione del genere e con delibera motivata ha affidato ad uno studio legale specializzato il mandato di difendere gli interessi dello stesso. Ciò in considerazione che “…dopo disamina e studio della problematica, da parte dello Studio Salvagni, come da nota del 12/07/2007 prot. n. 21348, è stato evidenziato come il fallimento di una S.p.A. municipalizzata, a totale partecipazione pubblica, sia un caso ancora carente di giurisprudenza, di merito e di legittimità, nonchè con posizioni dottrinali non univoche. Tale problematica non riveste valenza esclusivamente tecnico-giuridica, ma risulta connotata dalla significativa circostanza che trattasi di società di servizi pubblici, coinvolgente, in qualità di creditori, anche terze economie la cui posizione non può non essere valutata senza considerare che trattasi di soggetti istituzionali, con i quali il Comune di Meda dovrà continuare necessariamente a rapportarsi, e invece che, nei confronti di altri soggetti creditori, il Comune di Meda rivesta anche la qualifica di socio”.

    Non solo, in un ciclo seminariale che si è svolto qualche giorno fa a Torino per Amministratori locali, è stato affermato quando segue: “In questa prospettiva si apre dunque lo spazio, per una riflessione, certo non possibile nei limitati spazi di una relazione di questo genere, sulla perdurante attualità della lapidaria definizione dell’art. 1 L. fall.. Sembra infatti possibile porsi il quesito se tali società, che espletano uno dei servizi propri dell’amministrazione e non possono essere considerate terze rispetto alla medesima, debbano ancora essere considerate imprenditori commerciali e come tali assoggettabili a fallimento. Il tema è complesso e presenta vari profili; un conto è l’affidamento di un servizio essenziale e unico sul mercato, molto probabilmente altro è l’affidamento di un servizio che si pone sul mercato in regime di concorrenza con imprenditori privati. Tema difficile e delicato, come sempre accade per quegli argomenti di confine, fra norma che rientrano in settori dell’ordinamento del tutto differenti tra loro” (Avv. Prof. Guido Canale, “Il dissesto degli enti a partecipazione pubblica”, Milano, 17/10/2008.

    Peraltro a Meda ci si pone il problema del fallimento di una s.p.a. (modella Sicilia-Ambiente) la cui costituzione è avvenuta sua base sociale volontaria.  A fortiori, il problema assume spessore nel caso di società d’ambito (come quelle siciliane) la cui costituzione risulta invece obbligatoria ope legis.

    Quanto sopra dimostra che le mie riflessioni non sono del tutto infondate come dicono tanti luminari della politica locale e diversi Sindaci ai quali consiglio vivamente di leggersi il mio articolo pubblicato su questo Blog qualche giorno addietro: http://liberamente-enna.it/gli-ato-in-sicilia-possono-fallire.php

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