La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • La candidabilità dei mascalzoni

    Pubblicato il Aprile 13th, 2010 Max Nessun commento

    di Fabio Fazzi
    Nell’antica Roma i candidati dovevano portare una tunica bianca simbolo di purezza,essi dovevano essere mondi da ogni maldicente contaminazione e benestanti per dissipare ogni possibile dubbio di coinvolgimento in affari privati. La tunica bianca in poche parole, era segno di purezza, di onestà intellettuale, di disponibilità verso il prossimo.In questi giorni invece si discute dell’eleggibilità dei “mascalzoni” pensando di inserire in un ddl nuove regole che, impediscano tra l’altro, a chi è condannato per determinati tipi di reato di non candidarsi per cinque anni, inasprendo le pene per i reati contro la Pubblica Amministrazione e interventi sul testo unico degli enti locali per ampliare i casi di ineleggibilità e di incompatibilità a seguito di sentenze di condanna. Risulta però incomprensibile come un amministratore corrotto posso dopo soli cinque anni redimersi e divenire un filantropo, dedito solo al bene comune e all’affermazione dei valori della legalità. Sembra quasi impossibile però che il problema –


    della diffusa corruzione possa essere affrontato attraverso leggi se non prima viene metabolizzato, creando un clima politico e istituzionale che emargini la spregiudicatezza e faccia della legalità un valore. Non è pensabile che un amministratore pubblico possa gestire beni della comunità senza prima aver dato le dovute garanzie di serietà, competenza, onestà e serietà. E’ difficile dare fiducia a chi ha tradito il suo mandato, speculando e lucrando, e la politica non può pensare di riproporci l’alternativa al cambiamento con le stesse facce e le stesse idee, che nel tempo per motivi di convenienza o di “evoluzione” politica ha semplicemente cambiato simbolo o colore. Bisogna darsi delle regole, delle vere regole, rispettarle; bisogna pensare in fretta e seriamente, pensare per tutti, perché tutti abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri, secondo democrazia. E secondo democrazia, le regole valgono per tutti.

    Lascia un commento