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  • 2017 tutto in salita per le Università siciliane

    Pubblicato il Gennaio 2nd, 2017 Max Nessun commento

    di Massimo Greco 

    Nell’economia della conoscenza, in cui il più potente fattore di sviluppo è strettamente correlato alle attività economiche immateriali, il capitale umano è sempre più al centro delle politiche pubbliche. Scuola e Università rimangono le palestre attraverso le quali l’individuo accede all’universo del sapere. Se questa è la cornice di riferimento, verso la quale non si registrano (ancora) oscillazioni di pensiero, la qualità del sistema formativo continua però a fare discutere. L’occasione, che ci viene tradizionalmente offerta dal “Il Sole 24Ore” all’inizio dell’anno, è la qualità universitaria degli Atenei italiani. Ancora una volta viene confermato il divario nord-sud sia con riferimento alle 61 Università statali che alle 15 Università non statali.

    La graduatoria è stata elaborata sulla base di dodici indicatori, raggruppati in due grandi ambiti, all’interno dei quali i primi nove misurano la qualità delle attività didattiche dei singoli atenei, dalla solidità della struttura dei docenti alla capacità di garantire puntualità negli studi, collegamenti internazionali ed esperienze lavorative durante il corso di laurea; gli ultime tre macro-ambiti misurano i risultati della ricerca sulla base delle valutazioni espresse dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (ANVUR), con particolare riferimento alla qualità della produzione scientifica, quella dei dottorati e la capacità dei dipartimenti di ottenere finanziamenti esterni per i loro progetti. A garanzia della metodologia, “IL Sole 24Ore” metterà a disposizione tutta la documentazione comprensiva dei dati di base per ogni indicatore utilizzato al fine di soddisfare le esigenze informative di tutti coloro che volessero consultare il ranking.

    Ora, se per le statali, i primi posti sono occupati dalle Università di Verona, Trento, Bologna e Milano, per le non statali il podio è riservato alla Luiss di Roma, e alle Bocconi e San Raffaele di Milano. Per trovare una Università siciliana bisogna scendere al 35° posto di Messina, per poi arrivare nel fondo della classifica in cui figurano Catania e Palermo rispettivamente al 54° e 55° posto. Delle Università non statali la Kore risulta posizionata al penultimo posto.

    Che dire, ci sarà da lavorare in questo 2017, soprattutto per una Università come la Kore che, a differenza delle tre Università statali siciliani che presentano una sostanziale cristallizzazione delle rispettive criticità, può ancora contare su potenzialità inespresse.

     

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