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  • … se si trattasse di informazione distorta?

    Pubblicato il dicembre 14th, 2011 Max Nessun commento

    di Tony La Rocca
    Viviamo nell’era dell’informazione. Tuttavia sembriamo “drogati” da iperinformazione, crediamo di venire aggiornati doverosamente dai media che ci inondano di centinaia di migliaia di parole al giorno, ma non troviamo la forza di soppesarle e quindi, “inspiegabilmente”, ci irritiamo.

    Siamo come “sedati” da un’illusione che ci incoraggia a credere che gli avvenimenti che ci colpiscono non sono di nostra competenza, ma appartengono ad altri. Forse a forze aliene che dall’oggi al domani potrebbero, in virtù dei loro “poteri”, mettere tutto a posto senza che noi  ci “sporchiamo le mani” o, peggio, offendiamo nessuno. Comprendere, in genere, richiede uno sforzo sovraumano e noi siamo umani. Pertanto, meglio non rischiare! Mi dispiace, ma le cose non stanno così. So perfettamente che alcuni non apprezzeranno ciò che dirò. Ma la mia onestà intellettuale, mi impone di essere sincero, come ho sempre fatto, e di esserlo fino in fondo a costo di rendermi poco gradevole ed impopolare. Spero che il mio breve ragionamento possa essere smentito fin da subito: in quel caso, vorrà dire che ce l’abbiamo fatta. Chi regge le fila delle sorti dell’Uomo ha compreso perfettamente che quest’ultimo è avido di informazione “tout court”, ed ha architettato un sistema che funge da pastoia della notizia, adatto a creare quella confusione che rafforza la disinformazione. Ciò potrebbe apparire come un ragionamento distorto, ma vi assicuro che, di fatto, non lo è. Suppongo che sia capitato a tutti di assistere ad un evento in compagnia di altri individui. Avete provato mai a chiedere a coloro che vi hanno preso parte assieme a voi: “Cosa è successo?” Se avete fatto caso, c’è chi, tra i curiosi, ha visto tutt’altro rispetto a quanto da voi osservato. Eppure eravate tutti presenti e tutti allo stesso momento, però… C’è un però… Noterete con grande sorpresa che, non tutti hanno colto l’identica dinamica dei fatti.  Allora, cosa accade se questo sistema “distorto” viene adattato agli interessi che orbitano attorno ad una notizia?  Il danno minore che crea, per gli addetti ai lavori, è: disinformazione. Il popolo, invece, mangia il “pappone” della fandonia, della balla, della panzana. “Loro” hanno raggiunto lo scopo: disinformare! Questo “gioco” perverso è ancora più palpabile nell’informazione finanziaria e politica, laddove gli interessi si moltiplicano e necessita creare, ancora più velocemente, un “popolo bue” confuso ed incapace di agire e reagire. Quindi è vitale stimolare, attraverso la ricerca, qualcosa che spesso dimentichiamo: la vera comprensione delle fonti d’informazione. Con essa si acquisisce la capacità di comporsi un’opinione che si avvicini, quanto più, alla realtà delle cose. Ma per fare ciò, non si può prescindere dalla cognizione di quelle dinamiche che individuano l’aberrazione dell’Uomo o che ne determinano i mali: gli anti-valori. Come non si può trascurare una ricerca accurata dell’informazione su internet, lontano dai quotidiani prezzolati. Solo allora il “quadro” generale appare più chiaro e solo allora si potrà individuare ciò che si avvicina alla verità delle cose, discostandosi da quei “mercanti del caos” che urlano per venderci questo piuttosto che quell’interesse, mercificando consensi e denaro, alle spalle dell’ “uomo bue”.

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