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  • “SI PUO’VINCERE LA CRISI LOCALE” ? Basta volerlo !

    Pubblicato il Maggio 26th, 2009 Max Nessun commento

    di Toni La Rocca
    Gentili lettori e carissimi rappresentanti delle categorie produttive, imprenditori che  leggete su questo sito web Il mio articolo, và subito precisato che, lo stesso,  non vuole essere, nè tanto meno vuole assume, un tono polemico. Ma vuole fungere da stimolo e ove gli sia concesso, vorrebbe che fosse recepito come propositivo. Il momento storico che stiamo vivendo, sicuramente non incoraggia coloro che mirano ad avviare attività produttive anzi, scoraggia, coloro i quali vorrebbero produrre o addirittura vorrebbero investire per aumentare la produzione della propria impresa. E’ per questo, che in momenti come quello che stiamo attraversando, è necessario fare due cose: 1) aumentare la nostra conoscenza nella gestione strettamente imprenditoriale razionalizzando i costi; 2) aumentare la produzione, forgiando delle idee che possano fungere da volano per le nostre attività produttive. Durante questi anni di attività imprenditoriale concentrata soprattutto sul settore assicurativo, economico-finanziario e borsistico, ho appreso che in momenti come questi la piccola imprenditoria si unisce attorno a tavoli di concertazione e stabilisce di comune accordo, la policy (il programma) che deve seguire e gli obiettivi e le mete che si devono raggiungere, con quali scadenze devono raggiungersi  e con quali stup. E’ inutile dire che un programma del genere richiede: CONOSCENZA, RESPONSABILITA’,  capacità di CONTROLLO, ed ETICA professionale. Ma, senza CONOSCENZA, cari amici, non si và da nessuna parte. L’imprenditore che opera con questi mercati che sono in piena burrasca, ha il dovere e la responsabilità: “o di aumentare le proprie conoscenze in merito, o di delegare nominando personale qualificato che queste conoscenze di gestione d’impresa le ha già”. Solo così può tentare di venirne fuori. Diversamente, si assiste a ciò che stiamo vivendo ossia: chiusure, fallimenti, svendita di prodotti, incorporazioni, fusioni ed altro. La soluzione, come dicevo sopra, sta nella razionalizzazione dei costi e nella CONOSCENZA coadiuvata dalla mentalità della gestione imprenditoriale. A tal proposito propongo, che vengano coinvolti in consorzi di categoria delle figure di professionisti qualificati e mi riferisco, per ciò, a giovani ambiziosi e responsabili che vengano cointeressati sugli utili del consorzio, in modo tale da abbattere i costi e che possano trasferire know how agli imprenditori facenti parte degli stessi consorzi e creare così un valore aggiunto alle imprese non indifferente. I consorzi stessi, possono in questo modo, a differenza del singolo imprenditore, fungere più da garanzia per i prestiti bancari, presentando dei business plan elaborati da personale qualificato che farà in modo che anche le banche locali, come è stato fatto su altri territori siciliani (ad es. sul territorio di Ragusa), possano essere partner dei progetti più qualificati e redditizi. E’ naturale, che per fare ciò, occorre necessariamente che avvengano due cose: “ la prima è che si dovranno coinvolgere i propiretari – azionisti delle banche locali siciliane affinché possano aprire le maglie del credito sulle imprese che potranno contribuire a creare ECONOMIA REALE e qualità sul nostro territorio, cointeressandoli, di conseguenza, su altre attività produttive di nuova apertura, sulle quali i banchieri (che sono soliti investire in zone ed in attività c-


    he ritengono altamente proficue e portatrici di concreto sviluppo), si convincano che questo territorio ennese possa svilupparsi seriamente senza operazioni trasversali e rispettando le regole economiche del mercato, libero, da lacci e laccioli che fino ad oggi lo hanno ingessato; la seconda è che cambi la mentalità e la cultura dell’associazionismo d’impresa, senza il quale, non si va da nessuna parte, mettendo gli imprenditori riluttanti, dinanzi ad un cambiamento effettivo che “ab torto collo” dovranno o accettare od organizzarsi per non subirlo. Una volta rese redditizie le imprese, si può pensare ad acquistare, anche qui tramite traders specializzati, quote di azioni di altre imprese il cui fair-value ci farebbe ben sperare in una futura redditività e seguire la filosofia del grande Warren Buffett che compra aziende quando sono sotto il 30% del fair-value e li rivende quando sono sopra del 30%. Questo metodo di acquistare altre aziende ci porterebbe ad operare con il mercato globale diventando, non solo proprietari di grandi imprese come: ENEL, ENI, MEDIOBANCA, FIAT, UNICREDITO, INTESA SAN PAOLO GENERALI ECC. ECC.. ma permetterebbe anche di ottenere ulteriori prestiti cedendo alle banche garanzie reali quali le quote di azioni in pegno. A queste, si potrebbero aggiungere altre operazioni finanziarie che non sto qui a raccontarVi per non annoiarVi. Perché mi hanno insegnato che quando le idee non solo reali la gente non le duplica e si annoia. E poiché questo rischio io non voglio correrlo, concludo, dicendovi due parole sulla classe politica. Non me ne vogliano naturalmente i politici che, quando decidono di farlo sanno fare bene il loro lavoro, ma la mia coscienza e conoscenza mi impongono di fare ciò. In tutto questo gioco, (chiamiamolo così per non tediarci) non c’entra la politica sia essa di destra, di sinistra o di centro. La politica deve, ed è di vitale importanza che faccia tutto ciò per non inibire o peggio impaurire gli investitori, rimanere ai margini delle attività produttive in senso stretto, creando i presupposti e le regole per una sana e proficua produzione, non deve entrare nel merito della redditività delle imprese determinandola in maniera pregnante perché, quando la produzione è veramente reale, i partiti politici non hanno molto spazio per insediarsi nei processi decisionali d’impresa e, di conseguenza, non possono condizionare l’autoregolamentazione endogena che i mercati sviluppano in maniera molto naturale. Così facendo, personalmente, sono assolutamente convinto, che dopo questa fase recessiva tra uno o al massimo due anni le imprese di buona volontà saranno pronte per espandersi e prosperare conquistando quote di mercato sempre più ampie che da sole è molto più difficile conquistare. Diversamente, diverranno sempre più schiave ed effetto del mercato globale, della concorrenza, del fisco, dei politici di turno, dei costi in genere che non riusciranno a dominare ma dai quali saranno, inesorabilmente,  dominati. Grazie per l’attenzione rivoltami.

    Per qualsiasi commento e chiarimento, su ciò di cui sopra potete, come al solito, scrivermi o lasciarmi un vostro recapito dove contattarVi all’indirizzo mail:   alarocca66@gmail.com

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