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  • “Non cedete alle tentazioni della mafia, che è una strada di morte, incompatibile con il Vangelo, ma mettetevi a disposizione di Dio, della sua parola”

    Pubblicato il ottobre 3rd, 2010 Max Nessun commento


    di Francesco Librizzi
    I Cattolici siciliani hanno accolto, quest’oggi, il Papa teologo Benedetto XVI in una Palermo blindata, con le strade del centro storico sgombre da ogni tipo di veicolo. Il Pastore della Chiesa Cattolica, che durante il recente viaggio in Inghilterra ha chiesto scusa per i mali causati dalla sua Chiesa, come gli abusi sessuali commessi da parte di alcuni preti, è stato accolto da circa duecentomila persone, arrivate da ogni parte dell’Isola con autobus e mezzi propri. Nel 1993, nella splendida cornice della Valle dei Templi di Agrigento, ci fu, da parte del suo predecessore, l’anatema contro la mafia. Un grido, quello di Wojtyla, il Papa che si appresta ad essere innalzato agli Onori degli Altari, che ancora oggi riecheggia nella mente dei siciliani onesti. “Pentitevi – rivolto ai mafiosi- un giorno verrà il giudizio di Dio”, furono le dure parole di Giovanni Paolo II. Una piaga, quella della mafia, che tutt’oggi affligge una terra meravigliosa, ricca di storia e cultura. Un’isola, che deve fare i conti anche con la crisi occupazionale. Ma la Sicilia è anche la terra di chi credeva nel suo lavoro, come il giovane giudice Rosario Livatino assassinato dai delinquenti. Un uomo coraggioso, servitore dello Stato, per il quale la Chiesa sta portando avanti la causa di Beatificazione. Un altro importante segnale di vicinanza all’Isola che i servitori di Dio hanno deciso di dare a una terra, dove anche i preti sono stati uccisi. Don Pino Puglisi, ricordato oggi da Benedetto XVI, era uno che pensava di fornire ai ragazzi una alternativa alla delinquenza. Ma la mafia del quartiere Brancaccio non voleva un prete che predicasse la parola di Dio, così decise di far fuori un uomo saggio, onesto. Anche per Don Pino Puglisi, definito un martire, la Chiesa di Sicilia ha chiesto a gran voce la causa di –


    Beatificazione, già in corso. È il segnale che anche la Chiesa dice no alla mafia. Ma è anche vero – come ha dichiarato nei giorni scorsi ad un noto quotidiano dell’isola l’Arcivescovo di Palermo, mons. Paolo Romeo, che: “La risposta della comunità ecclesiale ai bisogni materiali dell’Isola è una goccia d’acqua nell’oceano. A Palermo, per esempio, – ha continuato mons. Romeo- opera la Missione di Speranza e Carità iniziata da Biagio Conte che accoglie 800 bisognosi, per lo più extracomunitari. Ma ce ne sono migliaia e migliaia che andrebbero aiutati. La mia sofferenza – ha concluso l’alto prelato – è sapere che sono in maggior parte cattolici i responsabili politici e sociali che potrebbero rispondere adeguatamente ai problemi dell’isola”. A Palermo l’anatema contro i mafiosi, da parte di Benedetto XVI, non c’è stato, ma il Papa ha messo in evidenza i valori umani e cristiani soprattutto in un momento dove la scristianizzazione assume contorni allarmanti. In occasione l’Omelia, durante la messa di quest’oggi al Foro Italico, ha anche sottolineato: “La fede – fidarci di Cristo, accoglierlo, lasciare che ci trasformi, seguirlo fino in fondo rende – rende le cose umanamente impossibili, in ogni realtà”. Poi ha aggiunto: “A voi, fedeli e laici, ripeto: non abbiate timore di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell’esistenza umana, soprattutto in quelle difficili.  Chi è saldamente fondato nella fede, chi ha piena fiducia in Dio e vive nella Chiesa, è capace di portare la forza dirompente del Vangelo. Così si sono comportati i Santi e le Sante”. Il finale del Pontefice è stato rivolto alla fiducia. “Popolo di Sicilia – ha concluso- guarda con speranza al tuo futuro!”. Nel pomeriggio altro bagno di folla, prima in Cattedrale e successivamente in Piazza Politeama, dove Benedetto XVI ha incontrato i giovani dicendo: “Non abbiate paura di contrastare il male. Insieme, sarete come una foresta che cresce, forse silenziosa, ma capace di dare frutto, di portare vita e di rinnovare in modo profondo la vostra terra. Non cedete alle suggestioni della mafia, che è una strada di morte, incompatibile con il Vangelo”. Poi, rivolgendosi anche alle famiglie, ha così concluso: “Mettetevi a disposizione di Dio, lasciatevi plasmare dalla sua parola, dal suo Spirito, e sarete ancora, e sempre di più, sale e luce di questa amata vostra terra”.

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