La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • “Io sono leggenda”. Dal libro al film.

    Pubblicato il febbraio 10th, 2008 Max Nessun commento

    di Lucia Bandinu
    L’11 Gennaio 2008 nelle sale italiane, è uscito il film “Io sono leggenda”. Il film è tratto dal libro “I vampiri” di Richard Matheson. Un racconto di fantascienza/horror del 1954.
    Ripensando al Dracula di Tod Browning, Matheson immaginò di rovesciarne la situazione base: non un vampiro in un mondo di umani, ma un solo essere umano in un mondo di esseri mostruosi. Il libro come il film, racconta gli ultimi anni di vita di Robert Neville, unico essere umano superstite in un mondo popolato (apparentemente) da Umanoidi, che non sono altro che esseri umani affetti da un virus geneticamente modificato. La dura lotta che vede Neville protagonista insieme al cane Samantha contro queste bande di vampiri è terrificante. Ogni notte si chiude in casa sua, barricandosi e prendendo tutte le misure necessarie per impedire ai vampiri di attaccarlo. Ma i vampiri, alla fine, hanno la meglio, con un espediente che fa leva sulla debolezza umana e sulla solitudine del protagonista. La trasposizione cinematografica manca il fondamentale passaggio che induce il lettore alla riflessione sulla diversità. La considerazione a cui spinge il film riporta al titolo della pellicola stessa. Neville è leggenda poiché è riuscito a creare la cura per il virus, nonostante questo gli costi la vita. L’originalità del libro, invece, sta nell’artificio letterario su cui viene costruita la storia: infatti per l’intera narrazione il lettore è istintivamente portato a simpatizzare con l’umano assediato dai mostri e unico sopravvissuto, ed invece nel finale si assiste ad un drammatico quanto-


    inaspettato capovolgimento dei ruoli. I vampiri hanno infatti ricostituito un nuovo ordine sociale dopo la catastrofe che ha mutato l’intera umanità, e per questo nuovo ordine Neville è un mostro ed un assassino. La riflessione del protagonista pochi istanti prima di morire è che nel nuovo ordine effettivamente lui è la vera leggenda di orrore e di morte.
    In altre parole, così come per gli umani in passato era il vampiro che sorprendeva i poveri esseri umani inermi nei loro letti di notte, Neville sterminava i vampiri resi inermi dalla luce del giorno, e diventando per essi una leggenda spaventosa.
    Will Smith sa il fatto suo. È nato come rapper, è diventato una star della televisione, e da tempo ha affrontato il cinema. Sempre da protagonista. Dopo il film diretto da Muccino dove recitava con suo figlio, adesso si confronta con se stesso e con una metropoli spettrale che mette in evidenza ogni suo movimento.
    Non è facile costruire un film su un solo attore (se si escludono il cane, i vampiri, qualche flashback e due superstiti), e il day by day del protagonista è scandito con lentezza, quasi a voler fare respirare allo spettatore il senso di solitudine. A dispetto della necessità di includere la componente horror (le scene d’azione sono presenti per coinvolgere il target giovane), a parte la mezz’ora finale, Io sono leggenda, si concentra sul singolo, sull’uomo che poteva cambiare il mondo, su chi ha la consapevolezza che è molto semplice distruggere ciò che si ha per le mani tutti i giorni.
    L’11 Settembre è lì, è l’origine delle cose, e Richard Matheson non avrebbe potuto immaginarselo così reale.
    Ma alla fine, la convinzione ultima, è che solo l’umanità può decidere le sorti del mondo.

    Lascia un commento