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  • “Dieci parlamentari in meno, a chi cazzo fanno male?”

    Pubblicato il marzo 9th, 2011 Max 1 commento

    On. Francesco Cascio – Presidente A.R.S.

     

    1 responses to ““Dieci parlamentari in meno, a chi cazzo fanno male?”” Icona RSS

    • Perché non indire un referendum in modo che sia il popolo siciliano a decidere se da 90 portarli a 80.

      La differenza fra le indennità dei parlamentari siciliani e quelle del Consiglio regionale della Lombardia è piuttosto incongruente, vista la difficile situazione economica che la nostra regione sta attraversando.
      Infatti se esaminiamo nel dettaglio le cifre, l’Ars, in base al preventivo per l’anno 2010 ha una spesa totale di 170 milioni di euro, di cui per i deputati 22,3 milioni, per la previdenza dei deputati in carica e cessati dal mandato altri 22,3 milioni.

      Il Consiglio regionale della Lombardia prevede in bilancio per quest’anno un totale di spesa di 72,7 milioni (con una differenza di 97 milioni e 300.000 euro in più per l’Ars). Per il capitolo consiglieri 17,4 milioni (sono 80 consiglieri contro i 90 della Sicilia); per ex consiglieri 6,9 milioni.
      Per il personale dipendente la Sicilia spende quest’anno 39,7 milioni di euro, la Lombardia solo 14,2 milioni e in contributi previdenziali, più la quiescenza all’Assemblea Regionale si spendono 43 milioni e 200.000 euro, al Consiglio della Lombardia 4,3 milioni di euro (una differenza in meno di 38 milioni e 900.000 euro).

      Il totale tra deputati e dipendenti dell’Assemblea per la Sicilia ammonta a 127 milioni e 500.000 euro. Il totale dipendenti più deputati del Consiglio regionale della Lombardia è di 42 milioni e 800.000 euro. La differenza fa 84,6 milioni di euro che la Sicilia spende in più per mantenere un parlamento di 90 deputati che in un anno riesce ad approvare solo 13 leggi.
      Per non parlare di quanto costa la manutenzione del Palazzo dei Normanni, che seppur sede storica e molto rappresentativa, pretende molte attenzioni in più, anche per i capolavori che vi sono custoditi all’interno, molti dei quali peraltro non sono fruibili al cittadino.

      Ma tornando alle indennità dei parlamentari, ricordiamo che queste sono parametrate a quelle del Senato della Repubblica. Oggi, in finanziaria, il Governo nazionale ha deciso di inserire una riduzione di queste indennità e ci si augura che anche in questo il Parlamento siciliano si adegui, come ha fatto per quasi tutti gli altri provvedimenti, almeno per mostrare il buon esempio. Ma l’eccessivo costo delle indennità, non è il solo problema che andrebbe affrontato e risolto. Anche l’elevato numero di sedute, rispetto alla quantità di leggi che vengono approvate, porta a pensare ad una cattiva organizzazione, dovuta anche ad una scarsa presenza di deputati in Aula, soprattutto quando si tratta di una sola seduta settimanale, peraltro tecnica, la cui durata prevista è di meno di un’ora. Essendo la sede a Palermo, tutti i parlamentari residenti in altre parti dell’isola non sono incentivati a recarsi nel capoluogo. E’ il gatto che si morde la coda. Tutto questo accade nonostante il Presidente dell’Ars Francesco Cascio abbia istituzionalizzato la Conferenza dei Capigruppo come momento di programmazione dei lavori con cadenza settimanale, nell’intento di rendere più fluidi i lavori parlamentari, come lui stesso ha spiegato nel corso della presentazione del Primo rapporto sullo stato dell’attività legislativa.


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